Mariano Ciarletta

Mariano Ciarletta

CAMPANIA (Italy)

Presentazione

Mi chiamo Mariano Ciarletta e sono laureato in Gestione e conservazione del patrimonio archivistico librario alla facoltà di Beni culturali dell’Università di Salerno. Sono autore di tre raccolte poetiche improntate su una ricerca introspettiva ed ho scritto anche due romanzi Horror: “Rami nel Buio, l’ esorcismo di Amanzio Evenshire” e “Ai bordi dell’ abisso, storia di un esorcismo“.
Ho vinto diversi premi letterari tra cui: premio Accademia di Paestum, premio Madonna dell’ arco, gran premio della poesia di Sestriere e il premio Siciliano Parnaso, Angelo la Vecchia.

Oltre alla scrittura coltivo una grande passione per la storia Medievale e per gli scritti esoterici. Proprio la mia insolita curiosità verso un tema così complesso mi ha spinto nell’anno 2016 a pubblicare un nuovo racconto horror con la casa editrice Paguro: The Necklace, l’ esorcismo di Rose Hoden.

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Poesie

Cuore di madre

Gioisci, cuore di madre,
per il candido germoglio che porti in grembo.
Patisci cuore di madre,
per il sofferto travaglio che lo schiude alla luce.
Sorridi, cuore di madre
per la crescita del tuo fiore acerbo.
Proteggilo, cuore di madre
Come fosse linfa che scorre nelle tue vene.
Soffri, cuore di madre
nel vedere che il germoglio divenuto fiore
è nel mezzo della tempesta che causa dolore.
Stilli sangue, o cuore di madre,
per le spine che il tuo fiore ora ti porge
e per il veleno che trasuda dal fragile stelo.
Ma non smettere di amarmi, madre!
Perché senza di te la mia vita è a metà.


Come sale

Come sale che si riversa
su una ferita arsa,
la tua parola crudele
irrompe nel mio animo fragile.
Perdono non può esistere
per questo gioco malato di inganni,
è ora di esorcizzare dal cuore gli affanni,
che hanno reso paralleli i nostri cuori.
Un tempo all’ unisono son stati
ma di tal purezza presto fummo privati,
per lasciar campo alla viscida lussuria
che ogni senso ha bruciato con la sua furia.
E in tal vizio ci siamo crogiolati,
mentre i nostri animi privi d’ amore son diventati.
Come automi che vivono una patetica farsa,
e ora che mi volto, tu sei già scomparsa.


Cristallo

Parlami, nonostante la tua voce sia solo un’ eco.
Pensami, se dimoro nel tuo cuore,
come le radici dimorano nell’ umida terra.
Scrutami e comprendi le mie mille fragilità.
Guardami, non sono forte come vorresti.
Il mio animo non è che un riflesso di cento debolezze.
Compatiscimi, se è quello che il cuore ti detta,
ma se puoi, amami, con il silenzio
e con la tua pelle.
Guidami, per sentieri di cui non conosco gli aromi.
Insegnami ad apprezzarli e custodirli nel cuore.
Imprimi i tuoi occhi nella mia mente
come un sigillo impresso su un lago di cera.
Eppure tu sei distante,
dietro una tetra barriera
che tu hai innalzato con la tua indifferenza.
Una barriera di cristallo e silenzio.

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