Angela Aniello

Angela  Aniello

PUGLIA (Italy)

Presentazione

Premiazione

Mi chiamo Angela Aniello e sono nata a Bitonto (Ba) nel 1973. Mi sono laureata in Lettere classiche dal 1998 ed insegno nella scuola secondaria di primo grado. Da tempo mi dedico alla scrittura come vocazione dell’anima.
Ho pubblicato nel 1997 il racconto “Un figlio diverso” edito da Arti Grafiche Savarese e, nel 2005, ho pubblicato anche una raccolta di poesie dal titolo “Piccoli sussurri” edito da Editrice Internazionale Libro Italiano.

Ho vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997 e nel 2004, ho conquistato il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) e nel febbraio del 2006 è arrivato il mio quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci. Quest’anno (precisamente a giugno) ho vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al ConcorsoLa Battaglia in versi”.

Il mio amore per la  poesia mi ha portato anche a pubblicare poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e CD.  Collaboro inoltre al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa  Dott.ssa Santina Maggio e scrivo sulla piattaforma di Intertwine e sul sitoFondazione Rosewater”.

A breve sarò inserita a breve nella collana Tracce di Poeti e Poesia con 7 poesie (libro cartaceo, e-book, audiolibro, video,  mini sito web) per conto della casa editrice Pagine diretta dal poeta Elio Pecora.

Clicca qui per visitare la pagina facebook di “Angela  Aniello

 


 

Poesie

 

Matti

Matti i cieli
che nuotano dentro
sottopelle
consumano a occhi chiusi
parabole di fluttuanti parole
tese a prestare luce
o labbra
o radici.
Matti i morsi
dei desideri
scrosci d’energia
mai assopiti
in materia di sole
senza cerchi d’ombra
tra filari d’affetti
e di mare,
onda su onda
dietro ciglia splendide
al trapasso dei giorni.
Matti gli amori
sulle punte di tempi giusti
per non morire
tremando di solitudine
sommando assenze
che non si contano più.


 

Albeggiando

Albeggiando
come un bianco calice
nel cerchio di un sogno
linfe e petali
festeggiano della terra
il canto degenerato.
Scricchiolano i nidi
delle rondini
e nel bar del cielo
picchi di arditi voli
s’aggrappano a nuvole stanche.
Avvolta in un lento principio,
scavata da versi intinti d’inchiostro,
sbarco gemiti ovunque
io senta la vita corrermi appresso,
applaudendo gli omaggiati silenzi.
Di forme sincere
tradite dalla paura
di non bastarmi,
di non bastarti
disvelo dubbi sorridendoti.
Implodi e rassicuri la luce
del tuo oscuro bagaglio
fra ossimori inquieti
di inquieti giorni,
sciogliendo al sole
i tuoi chiusi usberghi.
E di troppo cercarti
e di troppo amarti non smetto
ad alleggerire le onde
salpate dai tuoi sguardi
in un preludio di quiete.


 

Ascolta

Ascolta le parole degli alberi.
Nel calore del vento vive una carezza.
Dimmi della luce che trattiene.
Dentro ogni crepa un sogno fiorisce.
Dolce come una creatura.
Liquido come un’avventura.
Specchiato come un desiderio.
Osserva l’amore dietro una finestra illuminata.
Quiete di luna sospesa.
Sorseggia ben bene
la lettura del buio.
Trema insieme alle stelle
e pianta ogni seme nei buchi del cielo.
Ha mille sapori la luce,
coriandoli ancora
negli occhi di bimbo,
di albeggianti biancori
come lucciole eterne.
Ridi di te
sulla barca di carta
in un oceano di certezze.


Di me e di te

Di me e di te in un chiarore
che ha il tuo profilo,
sfuggevoli le parole,
sfuggevoli i chiusi passi
in un’aria che sigilla
l’impronta del tuo sorriso.
Di me e di te,
riversi i sortilegi prestati alla notte,
fra le braccia d’un solo ricordo,
quando le ciglia si spezzano
sui cristalli di un’impallidita memoria.
Di me e di te fra le valli
d’un frenetico  soffio
cade leggero il tintinnio
di lumi ancora accesi
per non farti tremare di buio.
Di me e di te, seppure conosco
le appartenenze,
attonita l’alba sostiene gli abbracci.
Ed è subito
un fluire di sogni
a tracciare scali
nel cielo  stupito dell’anima.



La presente poesia è presente nella paginaDivina Matera all’interno della sezioneLa poesia per Matera – Capitale della cultura 2019.

 

Divina Matera

Ridono i sassi
come voci stanche di contadini,
sublime bellezza il malinconico profilo
dei sensuali abbracci
in un presepe di cuori
vissuti… sentiti.
Sono segni distorti del tempo
le trattenute emozioni del tuo biancore.
Divina donna dai fianchi cinti di sole!
Zazzere di vicoli i tuoi labirinti..
E che segreti potranno mai racchiudere?
Di scoperti passi il sopravanzare di scrigni,
vita gli sguardi altrove proiettati,
all’indurita argilla delle tue promesse,
all’ornato grafismo dei tuoi storici cenci,
agli spicchi di cielo fecondi sposi delle tue nudità.
E in un silenzio fatto solo di radici
non c’è imbuto di cuore che,
scorgendoti,
non tragga perfezione!


Volta le carte

Nelle officine delle parole
fra stelle fresche che vado a cercare
matura verso il cielo
il crepitare del fuoco
di un’anima morbida,
adagiata per non pensare.
Meno remote e fuggiasche
le strade di oggi e di ieri,
fra linee che non oltrepasso
dove breve sarà la luce del dubbio.
Volta le carte ad una ad una e
ricorda alle penne i versi da scrivere,
franti i cristalli e gli incroci di idee,
fermati  ancora e non uccidere
l’alba da indovinare
per non morire,
per non sparire,
per non spezzare l’incanto
di un amore.


Corrispondenze

Ad occhi chiusi
sentirò salir
nelle narici
i tuoi versi
rive felici
di un mare
che incontro
vigoroso e schietto.
E d’anime m’impregnerò,
di porti stipati
nelle nudità di alberi
e vele non consumate.
Tramonti corrisponderò
ad aurore sommesse
sbucate da abissi
coraggiosi e ferini
spandendo baci
senza filtri
tra bellezze di velluto
e morbide carezze.
C’importerà dei ritmi
profusi dai raggi di sole?
Ci abbaglierà il dolce crepitio 
di fuochi mai monotoni?
Gonfia il vento
il canto dei marinai
e che sia ieri, oggi
o  solo domani
quel che mi resta
è l’infinito cullare
di braccia azzurre e profonde.

 

 

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